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6月22日 Compiti delle vacanze di SiMo93
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Latino: L’onestà di Epaminonda: Cotidie legere pagina 420 es 534
TESTO: Tentata autem eius est abstinentia a Diomedonte: namque is, rogatu Artaxerxis regis, Epaminondam pecunia corrumpere statuerat. Hic magno cum pondere auri Thebas venit et Micythum adulescentulum, quem tum Epaminondas plurimum diligebat, quinque talentis ad suam perduxit voluntatem. Micythus Epaminondam convenit et causam adventus Diomedontis ostendit. At ille Diomedonte coram: «nihil - inquit - opus pecunia est: nam, si rex ea vult, quae Thebanis profutura sint, gratis facere sum paratus; sin autem contraria, non habet auri neque argenti satis. Namque totius orbis terrarum divitias non accipiendas esse puto, si patriae noxiae futurae sint. Tu quod(per il fatto che) me incognitum temptasti tibique similem existimasti, tibi ignosco; sed egredere statim ne alios corrumpas, cum me non potueris. Et tu, Micythe, argentum huic redde, aut, nisi confestim facis, ego te traditurus sum magistratui». TRADU: La sua integrità fu tentata da Diomedonte: infatti questo, per richiesta del re Artaserse, aveva deciso di corrompere Epamindonda con il denaro. Allora venne a Tebe con con un enorme quantità di oro, e corruppe con cinque talenti il giovane Micito, che allora amava molto Epaminonda. Micito giunse da Epaminonda e spiegò la causa dell'arrivo di Diomedonte. E quello alla presenza di Diomedonte: "non c'è - disse - bisogno di denaro: infatti se il re vuole queste cose, che giovino ai Tebani, sono pronto a farle gratuitamente, se invece è al contrario, non ha abbastanza oro e argento. Ritengo infatti che non bisogna accettare le ricchezze di tutta la terra, se possono essere nocive alla patria. Tu per il fatto che hai mi hai tentato di nascosto e per il fatto che ti sei creduto simile a me, ti perdono; ma vattene subito per non corrompere gli altri, come non potrai corrompere me. E tu , Micito, ridai a questo l'argento, se non lo farai, io ti consegnerò al magistato." (LA FINE FALLA DA SOLO) Il pianto di Antigono cotidie legere pagina 420 es 535 TESTO: Antigonus cum intellegeret se parem non esse adversariis, statuit aliquid consilii novi sibi esse capiendum. Duae erant viae, qua ex Medis, ubi ille hiemabat, ad adversariorum hiberna posset perveniri. Quarum brevior per loca deserta, quae nemo incolebat propter aquae inopiam, ceterum dierum erat fere decem; illa autem, qua omnes commeabat, erat copiosa omniumque rerum abundans. Hac si proficisceretur, intelligebat prius adversarios rescituros de suo adventu, quam ipse tertiam partem confecisset itineris; sin per loca sola contenderet, sperabat se imprudentem hostem oppressurum. Ad hanc rem conficiendam imperavit quam plurimos utres atque etiam culleos comparari,post haec pabulum, praeteracibaria cocta dierum decem. Iter omnes celat. Sic paratus proficiscitur. TRADU (non corretta-prendi spunto): Quando Antigono lo venne a sapere, perché capiva di non poter competere con nemici ben preparati, stabilì che doveva ricorrere a qualche nuovo stratagemma. Erano due le strade, per poter arrivare dalla Media, dove lui svernava, agli accampamenti invernali dei nemici: la più breve era per luoghi deserti, disabitati per la mancanza di acqua, si poteva però percorrere in circa dieci giorni; quella per cui passavano tutti, comportava un giro più lungo del doppio, ma era largamente provvista di tutto. Se passava per questa capiva che i nemici avrebbero saputo del suo arrivo, prima che avesse compiuto un terzo del percorso; se invece prendeva la via del deserto, sperava di poter cogliere il nemico di sorpresa. Per realizzare tale progetto, fece approntare quanti più otri e sacchi di cuoio poté, inoltre foraggio e cibi cotti per dieci giorni, per far fuoco il meno possibile negli accampamenti. Non rivela a nessuno la destinazione della sua marcia. Così provvisto, parte per la via stabilita.
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